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martedì, 18 marzo 2008

naufragi

testata10 marzo - 5 aprile Naufragi, il festival delle fragilità metropolitane. Un festival che induca chi vi partecipa a lasciarsi andare alla deriva per perdersi, per poi ritrovarsi. Un’idea del naufragio lontano dalla sconfitta, ma come momento che prelude ad un arrivo, ad un porto sicuro. Disagio sociale, genere, migranti, nomadi: 4 temi per 4 filoni di approfondimento, per iniziare.

Cliccando sul banner, il sito con il programma. Segnalo due appuntamenti, il primo giovedì 3 aprile:

Porte aperte: Le strutture di accoglienza visibili a tutti. Arte e cittadinanza per i senza dimora.

Ora, non è che gli altri giorni questi posti non siano visibili, è solo un modo -detto tra noi un po' criptico- per invitare tutti i cittadini che abbiano tempo e voglia, a farsi un giro nei luoghi in cui si cerca di dare una mano a chi ne a bisogno. In particolare, invito chi ne avesse voglia a venire al Centro Diurno di Via del Porto 15, Bologna, dove troverà la redazione di Asfalto al completo. (Speriamo! Io farò di tutto per esserci, nel pomeriggio).

Altro appuntamento, venerdì 4 aprile al Cinema Lumiere di via Azzo Gardino 65 alle ore 14.30. Quando, nella sezione Dimoranti e senza dimora, Asfalto parteciperà al convegno portando il suo lavoro e le parole di chi vive la strada ogni giorno.
lunedì, 25 febbraio 2008

Sentieri nel ghiaccio


...uno che andava a piedi, e perciò, un indifeso...

Ognuno di noi dovrebbe camminare.

Werner Herzog, Sentieri nel ghiaccio

E' possibile salvare qualcuno che sta per morire semplicemente mettendosi a camminare, e percorrendo così, a piedi, in solitudine, la distanza che separa Monaco da Parigi? Chi lo sa. Quello che conta, è provarci. Nell'inverno del 1974 Werner Herzog ci provò. La sua amica Lotte Eisner era malata, e lui decise di raggiungerla camminando. Finché lui avesse continuato a camminare, pensava, lei non sarebbe morta, no, proprio non poteva morire. Un taccuino, una bussola, un paio di stivali nuovi e via per le strade, i boschi, le bufere di neve e di pioggia, i campi, i ricoveri di fortuna, case disabitate, fattorie, piccoli paesi persi nella nebbia, gatti, uccelli, bambini, pecore, fabbriche, visioni. Questo piccolo libro è il resoconto di quei giorni: dal 23 novembre al 14 dicembre 1974.

postato da: ghiaccioblu alle ore 12:42 | link | commenti (3)
categorie: citazioni, viaggi, libri, solitudine
lunedì, 04 febbraio 2008

Verso Nord


Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli. È un modo per superare la paura dell'altro e anche di se stessi, in cui ci si trova a fronteggiare la nostalgia, si arriva alla riscoperta delle radici. Finchè non fai un viaggio da solo non impari a rapportarti con gli altri: chi si presenta da solo è più inerme, ma viene anche accolto meglio dalle persone che si incontrano.


Paolo Rumiz

Tra un mese parto di nuovo, e come succede spesso nella vita, i programmi cambiano e cambiano le rotte. Il Nord rimane, ma è un Nord più estremo di quello che immaginavo, e anche la mia condizione sarà più estrema, perché partirò da sola. L'unica vera angoscia è il fantasma delle elezioni, visto che potrei non essere qui quando sarà il momento di andare a votare. Però, questo è il viaggio che aspetto da quando avevo sette anni e scrivevo quello che pomposamente, ma in solitudine, chiamavo il mio primo romanzo, e che, oggi come allora, aveva ed ha a che fare con il senso del mio scrivere, con il silenzio, la solitudine, l'avventura.

Leggere queste righe di Rumiz mi ha liberata della paura perché lo so benissimo, e da sempre, che è proprio quando si è inermi, arresi, che si ricevono i doni migliori.


postato da: ghiaccioblu alle ore 16:55 | link | commenti (15)
categorie: viaggi, scrivere, silenzio, privato, solitudine
venerdì, 14 dicembre 2007

lago              Lago di pratignano, foto di P.


Forse, come alcuni amano sentirsi parlare, io amo sentirmi scrivere?

Ludwig Wittgenstein, Movimenti del pensiero, Diari

Via, nell'eremo, per tre giorni. Niente rete, niente telefono, niente cellulare. Una pila di libri, una di taccuini, un dizionario, tre ricette da sperimentare nelle pause della traduzione che sto per finire. Spero in una tempesta. Ho voglia di bianco, e di quel silenzio particolare che scivola sulle cose insieme alla neve. Un silenzio che assomiglia a quello che si produce a volte - volte benedette- dentro la testa, mentre si scrive.
postato da: ghiaccioblu alle ore 11:15 | link | commenti (25)
categorie: citazioni, scrivere, silenzio, privato, solitudine