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mercoledì, 02 luglio 2008

Silenzio


Nella mente del principiante ci sono molte possibilità; nella mente dell’esperto ce ne sono poche.”

Suzuki Roshi, Zen Mind, Beginner’s Mind


Questo blog fa una pausa estiva. Un arrivederci a tutti quelli che sono passati e che passano di qui.
postato da: ghiaccioblu alle ore 20:21 | link | commenti (8)
categorie: scrivere, silenzio, privato
lunedì, 16 giugno 2008

Qualcosa che non va

Sì, c'è decisamente qualcosa che non va: sabato e domenica, in treno, correndo 'verso e da' una serata obbligata che assomigliava al set di un film di Sorrentino, ho letto Sunset Limited, l'ultimo libro di Cormac McCarthy, e l'ho trovato insopportabile. Di ritorno, nelle pause di scrittura tra dieci sofferte righe espulse e cinque cancellate, ho cominciato Diario di un anno difficile, l'ultimo libro di J.M.Coetzee, e mi sono sorpresa a correre in avanti per vedere se migliorava o se la noia avrebbe continuato impietosa a battermi nelle orecchie. Ho deciso di fermarmi a pagina 93. Forse non è il momento, ho pensato. O forse è che davvero, io e la narrativa, in questo momento abbiamo poco da spartire. Sono tornata al manuale di Medicina nel Mondo Classico, e alle impugnature di bisturi di età romana con sollievo. Passerà?

postato da: ghiaccioblu alle ore 22:23 | link | commenti (9)
categorie: scrivere, libri, leggere, privato
sabato, 31 maggio 2008

cose che vanno e cose che vengono


Sono cresciuta in pianura. L'orizzonte aperto mi ha educato lo sguardo. Odio le montagne che chiudono la vista, soffoco nei boschi, i portici mi fanno venire l'ansia. Abitudine alla nebbia, alla foschia, all'afa, a tutto ciò che provoca indeterminatezza di visione. Ma il posto in cui sono cresciuta, non somiglia più a niente. Neppure la foschia riesce a nascondere le nuove palazzine dipinte d'albicocca, le superstrade intorcinate sopra i campi, le gru arrampicate contro il cielo. La mia vecchia gatta è morta. La piccola Coop  vicino a casa dei miei è stata chiusa e spostata in un quartiere nuovo fiammante. La campagna attraverso la quale scorrazzavo in lungo e in largo in bicicletta, agonizza, e i camion sono dappertutto.

Ogni volta che parto, quando torno, qualcosa è andato via, e qualcos'altro è arrivato. E ogni volta, io posso solo dire: mi dispiace, non c'ero.
postato da: ghiaccioblu alle ore 11:14 | link | commenti (5)
categorie: frammenti, privato, territorio
giovedì, 29 maggio 2008

Scuse

Chiedo scusa. A tutti quelli che mi cercano e non mi trovano. A quelli che mi scrivono e ai quali non arriva una risposta. A quelli che mi invitano a cena e hanno la sensazione di essere Jannacci che cerca di prendere un appuntamento con il Papa in quel meraviglioso film di Ferreri. Non lo faccio apposta. Oggi sono due settimane esatte che sono tornata da un viaggio che è stato impegnativo da molti punti di vista. A casa, a Bologna, ci sono rimasta tre giorni. Scadenze opprimenti, cose rimandate da mesi che tornano a farsi pressanti. Notti quasi insonni e risvegli inquieti. Non ho ancora capito chi è a correre più veloce: io o la vita. Certo è che non siamo in sincrono.

Ovunque mi trovi, sul pavimento c'è sempre almeno una valigia aperta, mezza piena e mezza vuota. Libri crivellati di post-it coperti di crittogrammi misteriosi e rimpianti che non ho il tempo di approfondire.
 
postato da: ghiaccioblu alle ore 10:36 | link | commenti (9)
categorie: privato
venerdì, 16 maggio 2008

che ci faccio qui?


fiordo
Atterrando all'aereoporto di Reykjavik, l'altro ieri, ho scoperto che i miei occhi avevano dimenticato il colore dell'erba. Atterrando ad Amsterdaam, ieri, ho scoperto che avevano dimenticato anche le tangenziali, le autostrade, i camion e le automobili. Avevo dimenticato anche i portici di Bologna, i gas di scarico, le anoressiche travestite da veline e i burini travestiti da tronisti, il vaudeville con sfumature tragiche della politica (?) italiana, lo schifo di quella che chiamamo 'informazione'. Là dov'ero, c'erano solo il ghiaccio, la neve, l'ululato dei cani e quello degli ubriachi, un'infelicità diffusa che ha riempito il mio cuore di tristezza. 'Il mondo non è un panorama', pensavo; le bellezza naturali di un luogo non possono compensare in alcun modo, per quanto mi riguarda, la sofferenza degli esseri umani che lo abitano. Io oggi cammino per le strade di quella che dovrebbe essere la mia città, due giorni fa camminavo sulle uniche tre strade di Tasiilaq. Sono confusa. Un mese come un anno. Non comprendo la lingua dei quotidiani, quella dei tg, non ho la forza di mettermi al passo -come si usa dire con orrenda espressione- leggere le email, andare a visitare un blog. Devo resettare il mio orologio interno. Capire cosa ci faccio qui.

isole di ghiacciotasillaq neve
postato da: ghiaccioblu alle ore 14:13 | link | commenti (10)
categorie: viaggi, tempo, privato