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lunedì, 30 giugno 2008

Simposio Internazionale di Chirurgia Plastica


Corpo toccato, toccante, fragile, sempre cangiante, sfuggente, inafferrabile, evanescente sotto la carezza o il pugno, corpo senza scorza, povera pelle tesa su una caverna dove fluttua la nostra ombra...

Jean-Luc Nancy, Cinquantotto indizi sul corpo - n°57-


La scorsa settimana a Bologna (da mercoledì a sabato, mattina e pomeriggio) si è tenuto un Congresso Internazionale di Chirurgia Plastica organizzato dall'Ospedale S.Orsola-Malpighi e dalla Scuola di Chirurgia Plastica dell'Università di Bologna che riuniva Chirurghi Plastici (non necessariamente estetici) da 41 Paesi. Le Lezioni spaziavano dalla Storia delle Origini della specialità, agli aspetti psicologici e psicosociali, dalla bioingegneria alla chirurgia plastica ricostruttiva e alle applicazioni in oncologia....Erano presenti molti dei più grandi Chirurghi Plastici del mondo. Naturalmente, l'articolo che è uscito sul Venerdì di Repubblica ( pag 70, Estetica -Chirurgia plastica mania moderna? No, già nel '500 ci si rifaceva il naso, di Carlotta Mismetti Capua, con un riquadro 'dedicato' al Simposio tenuto a Bologna) concentra l'attenzione esclusivamente sulla chirurgia plastico-estetica più voluttuaria e questo è alquanto irritante. La Chirurgia Plastica si occupa non solo di estetica, ma anche di funzionalità. E in ogni caso restituisce una dignità a persone insultate dalla genetica o dai casi della vita (tumori, incidenti). Dopo lezioni come quella del Prof. Fernando Ortiz Monasterio sulla Chirurgia Plastica applicata alle anomalie e malformazioni cranio-facciali, oppure quella del Dr. Nelson Piccolo sulla Chirurgia Ricostruttiva nei grandi ustionati, si smette una volta per tutte di associare la chirurgia plastica esclusivamente alla liposuzione o all'ingrandimento del seno. La cosa sconvolgente, per me, è stata notare, oltre che lo straordinario risultato ottenuto sui corpi, e sui volti, dei pazienti, il cambiamento negli occhi di queste persone. Sguardi senza speranza, vuoti, prostrati, che si rianimano, diventano brillanti, vivi. E questo nonostante l'inevitabile sofferenza fisica sopportata prima e dopo gli interventi e le lunghe degenze. Bambini, adolescenti o adulti -l'età non fa differenza- quel lampo nello sguardo che prima era spento, adesso brilla.


postato da: ghiaccioblu alle ore 14:06 | link | commenti (11)
categorie: frammenti, corpo, cose che succedono in giro
martedì, 18 marzo 2008

naufragi

testata10 marzo - 5 aprile Naufragi, il festival delle fragilità metropolitane. Un festival che induca chi vi partecipa a lasciarsi andare alla deriva per perdersi, per poi ritrovarsi. Un’idea del naufragio lontano dalla sconfitta, ma come momento che prelude ad un arrivo, ad un porto sicuro. Disagio sociale, genere, migranti, nomadi: 4 temi per 4 filoni di approfondimento, per iniziare.

Cliccando sul banner, il sito con il programma. Segnalo due appuntamenti, il primo giovedì 3 aprile:

Porte aperte: Le strutture di accoglienza visibili a tutti. Arte e cittadinanza per i senza dimora.

Ora, non è che gli altri giorni questi posti non siano visibili, è solo un modo -detto tra noi un po' criptico- per invitare tutti i cittadini che abbiano tempo e voglia, a farsi un giro nei luoghi in cui si cerca di dare una mano a chi ne a bisogno. In particolare, invito chi ne avesse voglia a venire al Centro Diurno di Via del Porto 15, Bologna, dove troverà la redazione di Asfalto al completo. (Speriamo! Io farò di tutto per esserci, nel pomeriggio).

Altro appuntamento, venerdì 4 aprile al Cinema Lumiere di via Azzo Gardino 65 alle ore 14.30. Quando, nella sezione Dimoranti e senza dimora, Asfalto parteciperà al convegno portando il suo lavoro e le parole di chi vive la strada ogni giorno.
venerdì, 14 marzo 2008

Sulla strada


strada
Questa nostra strada: la Via Emilia tra identificazione, memoria e mutamento

Relatori: Carlo Quintelli (Docente di Composizione Architettonica e Urbana) e Simona Vinci (Scrittrice)

Alla Biblioteca Poletti di Modena, Sabato 12 aprile 2008, 5:00 PM

In attesa del Festival dell'Architettura del prossimo ottobre sul Pubblico Paesaggio, La Biblioteca Poletti, in collaborazione con il Settore Trasformazione Urbana e Qualità Edilizia del Comune di Modena, propone una riflessione sul tema della strada intesa come elemento primario e costitutivo dell'essenza urbana, attraverso il quale “leggere” e valutare la dimensione delle città e, del territorio nazionale ed emiliano in particolare, oggi sottoposti ad una veloce e spesso incontrollata trasformazione. In uno scenario caratterizzato da infrastrutture viarie sempre più complesse fatte di reti, maglie, condotti e tangenziali che intersecano i tracciati storici, sino alla cancellazione degli stessi, la strada rischia di perdere il ruolo originario di spazio della collettività, capace di accogliere i principali valori dell'abitare, per trasformarsi in semplice elemento di transito e di collegamento, in contesti urbani ed insediativi ibridi e frammentati che generano un paesaggio discontinuo e senza relazione tra i diversi elementi. Tuttavia, la strada continua a raccontare e tramandare, coi suoi nomi e le sue caratteristiche, la memoria profonda dei luoghi, la vita e la storia delle città, come nel caso della Via Emilia, un tema intorno al quale si è sviluppata un'intensa attività di ricerca che ha portato ad interessanti proposte progettuali.

Di quali elementi, dunque, deve tenere conto un'efficace azione progettuale che intenda la strada come strumento della progettazione urbana e territoriale e come importante elemento che concorre anche al disegno del paesaggio?

Ne discutono, insieme agli architetti, una scrittrice (SImona Vinci) e un geografo (Franco Farinelli).

postato da: ghiaccioblu alle ore 09:28 | link | commenti (6)
categorie: territorio, cose che succedono in giro
domenica, 02 marzo 2008

Uno scrittore, un giallo

Sul Corriere della Sera di oggi: Uno scrittore, un giallo: il mio racconto sull'omicidio di Tommaso Onofri, avvenuto il 2 marzo del 2006.

Oggi è l'anniversario della sua terribile morte. Tommaso, oggi, avrebbe tre anni e mezzo.

postato da: ghiaccioblu alle ore 10:03 | link | commenti (6)
categorie: storie, cose che succedono in giro
mercoledì, 20 febbraio 2008

Italian Beauty


thumb-1-5-1Donna e cassonetto, 2005, Aurelio Bulzatti


A Parma, all'interno del programma di MINIMONDI VIII edizione del Festival di letteratura e Illustrazione per ragazzi, è in corso questo ciclo di incontri curato da Beppe Sebaste: Teen Art- Italian Beauty. Venerdì mattina alle 10e30, all'Auditorium di Parma, ci sarò anch'io. Come si evince dal titolo, si parlerà di Bellezza (e dunque anche si bruttezza. Ché purtroppo il Brutto avanza vorace e si mangia un morso alla volta il nostro territorio.)

Anche quest’anno il Festival Minimondi si apre ai ragazzi delle scuole superiori creando una sezione importante che scorre parallela al tradizionale programma. Sono stati invitati scrittori, artisti e scienziati impegnati in vario modo e in prima persona a salvaguardare la ricchezza narrativa, artistica, estetica (anche sensoriale), umana (quindi anche etica e paesaggistica) della nostra vita presente, che si confronteranno sullo sfondo di quella che potremmo chiamare, anche senza ironia, italian beauty. Bellezza quindi non tanto e non solo di cui fruire, ma da abitare. Una selezione di ragazzi scelti tra gli Istituti della nostra città hanno partecipato all’ideazione del progetto a loro dedicato: ragazzi capaci di trasformare il tema generico dell’arte in un’educazione estetica che attraversa ogni disciplina. Poiché estetica, lo dimentichiamo spesso, altro non è che la capacità di sentire, cioè di fare esperienze.


ps Il quadro di Aurelio Bulzatti è stato esposto in una collettiva dal titolo SUBLIME DISFACIMENTO, sul tema dei rifiuti. Di lui scriverò ancora, presto.
postato da: ghiaccioblu alle ore 09:40 | link | commenti (1)
categorie: territorio, cose che succedono in giro