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lunedì, 24 dicembre 2007

Someday at Christmas, Stevie Wonder

postato da: ghiaccioblu alle ore 09:12 | link | commenti (3)
categorie:
domenica, 23 dicembre 2007


Ultimo giorno con la Rete a disposizione. Poi, dieci giorni nell'eremo, per cercare di finire tutti i lavori in sospeso, e sono parecchi, prima di un anno che si preannuncia denso, di cose da fare, di posti da vedere, di persone da incontrare. Il 9 gennaio parto per la Sierra Leone. La valigia- un bagaglio a mano- è già pronta, la testa un po' meno: forse, come dice il ragazzino di Paranoid Park all'altro ragazzino protagonista, per Paranoid Park, non si è mai pronti, e quindi forse anche per certi luoghi, e per certe ferite non si è mai pronti. L'importante è buttarsi, andare. Nello zaino, Il nocciolo della questione e i quaderni d'Africa di Graham Greene, i documentari di Sorious Samura, e saggi che parlano di bambini soldato e miniere di diamanti. A Freetown la guerra civile (1991-2002) è finita. Ma anche se si prova ad andare avanti, immagino che dopo soli 5 anni, di fantasmi ce ne siano ancora tanti, in giro per le strade, e nella testa della gente. Poi, dopo aver letto, e visto documenti, provo a svuotare gli occhi dal già visto e le orecchie dal già sentito. Voglio arrivare con uno sguardo semplice, e lasciare che siano il posto, e la gente che lo abita, a parlarmi.
postato da: ghiaccioblu alle ore 15:33 | link | commenti (5)
categorie: privato, cose che succedono in giro
sabato, 22 dicembre 2007


Dalla SS 64 alla Via Emilia. Un  percorso a rettangolo tra Emilia e Veneto. Cantieri da tutte le parti. Marciapiedi, rotatorie, nuovi svincoli, villette, palazzi, centri commerciali, capannoni industriali, case coloniche in rovina, i paesi sulle statali come grumi di catarro sputati sulla strada ogni tot chilometri, Babbi Natale che si arrampicano sulle facciate di tutte queste orribili casette giallo acido e verde vomito, presepi di paese chiusi dietro pareti di plexiglass, le strade invase di camion, furgoni, corriere, automobili sparate a 13O all'ora. La pianura è una cicatrice unica. Come un corpo devastato da una guerra mai dichiarata ufficialmente. Sono stanca, sporca, e sono triste, ho gli occhi pieni di brutture, e la testa scombinata. Sulla via del ritorno, in silenzio o quasi, io e Samuele non riusciamo più ad accorgerci di niente, siamo anestetizzati, lui non fotografa e io non prendo nessun appunto. Il cemento e i gas di scarico ci hanno otturato i sensi.

Ora lavo via la strada dalla pelle e dai capelli. Prima di scriverne, devo far sedimentare tutte queste polveri sottili. Ci vorrà un po' di tempo.
postato da: ghiaccioblu alle ore 09:40 | link | commenti (5)
categorie: privato, territorio
giovedì, 20 dicembre 2007


In partenza per una due giorni di reportage sulle Statali tra Veneto ed Emilia Romagna. Romea e Adriatica, principalmente, con deviazioni consentite: Ferrara Padova Rovigo Mestre Ravenna Rimini, più o meno. Ma prima di andare, una mail che ho ricevuto ieri sera:

Intanto auguri.

Scolta... mi ha scritto uno che non so neanche chi sia e mi ha parlato del
tuo libro dove mi dice che c'è del gran umarellismo, del ciappinismo, della
roba che viene presa dal cassonetto, delle carte... insomma della gran
modestia e soprattutto del gran umarellismo.
Fico!

Danilo Maso Masotti  - Umarells

Ecco, a parte che Umarells è un fondamentale, volevo dire all'anonimo segnalatore questa cosa: grazie, tu sì che hai capito.
postato da: ghiaccioblu alle ore 08:24 | link | commenti (3)
categorie: cose che succedono in giro
mercoledì, 19 dicembre 2007


Ogni storia è scritta sul corpo. Senza corpi, non esistono storie. E ogni corpo racconta la sua. Cicatrici, nei, segni del tempo, segni involontari come esiti di incidenti o di malattie, e segni scelti, come tatuaggi, tagli rituali, bruciature, metamorfosi chirurgiche. Anche cancellate, le tracce di ogni storia scritta su un corpo, da qualche parte, in qualche modo, restano. E la memoria di ciò che siamo stati ce la portiamo addosso. I corpi sono le storie. E questo, David Cronenberg lo sa benissimo. Pelle, sangue, ferite, mutazioni, tutto ciò che esce o può entrare in un corpo umano, non gli hanno mai fatto paura, anzi. Il suo cinema si nutre di rosso: il rosso del sangue vivo, quello livido e violaceo dei tessuti necrotici, quello lieve, appena un accenno, che affiora sotto il biancore della pelle di un neonato. Incredibile come pur raccontando in fondo sempre e ogni volta la medesima ossessione riesca comunque, sempre e ogni volta, ad arrivare così in fondo. Dentro.

Eastern promises (La promessa dell'assassino) di David Cronenberg.

Su D di Repubblica dello scorso sabato - pagine 54-55- un servizio sulle cicatrici del Ruanda. Corpi che raccontano storie terribili, storie che non bisogna smettere di raccontare. 
postato da: ghiaccioblu alle ore 20:56 | link | commenti
categorie: cinema, storie, corpo